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Il potere dfacquisto è il centro del mondo

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Sono anni che il Giappone è in crisi ma, in tutto questo periodo, il potere dfacquisto dei salariati non è stato toccato. Allo stesso modo, il potere dfacquisto dei dipendenti non sono stati modificati attraverso abbassamenti dei salari o rialzo dei prezzi: anzi!

Il Giappone ha spalancato le sue frontiere con la Cina: se da una parte ne è conseguita lfinvasione di prodotti a basso costo ( ad es. una solo testa dfaglio nipponica costa quanto una cinquantina di equivalenti cinesi al supermercato) , dfaltra parte si è assistito a una drastica diminuzione dei prezzi.

Insomma, il governo giapponese ha seguito una politica economica di protezione del potere dfacquisto della classe media insieme a un graduale abbassamento del costo della vita. Questo pur passando attraverso ristrutturazioni del sistema privato con licenziamenti in massa accanto allfaffermazione del part-time e del cottimo come forme contrattuali sempre piu` diffuse. Come ha fatto?

Lfobbiettivo principale, apparentemente, è stato quello di non far perdere ai cittadini comuni quella sicurezza necessaria per risparmiare e, poi, acquistare. Per questo, malgrado tutto, lfassistenza sanitaria e i servizi pubblici non sono diminuiti, ma sono stati razionalizzati: accorpamenti di amministrazioni, semplificazioni amministrative e organizzative. Allo stesso modo, si sono continuati a tenere regolarmente i concorsi annuali per diventare dipendente pubblico il cui potere dfacquisto è stato difeso. A titolo dfesempio, una classifica fatta dalla UBS nel 20043 posizionava il potere di unfinsegnante elementare giapponese al quarto posto al mondo dopo i colleghi di Honk Kong, Ginevra e Basilea  (http://www.progettoitaliafederale.it/elementari2003.html). Questo è valso anche nel privato, tanto che facendo unfanalisi del tempo che occorre per guadagnare abbastanza per comprarsi un big mac o un chilo di riso, nel caso giapponese bastano rispettivamente 10 e 18 minuti, una posizione media con altri paesi ricchi che non hanno però conosciuto il decennio di crisi che vive il Giappone (http://www.ubs.com/1/g/ubs_ch/wealth_mgmt_ch/research.html).

Insomma, lfobiettivo ricercato è stato quello di rimanere un grande mercato e, di conseguenza, una grande potenza economica. Constatazione, questa, che si può fare a partire da alcuni dati basati sullfindice Gini, secondo cui il Giappone era, dati del 1993, il secondo paese al mondo con il coefficiente piu` favorevole (cfr http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_income_equality). In questo modo, in effetti, il ceto politico è riuscito a difendere una posizione determinante oggigiorno che, sembra, il potere sia soprattutto nelle mani di chi può acquistare mentre, chi produce, deve ringraziare per il solo fatto di poter lavorare.


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